Storia
Ricca di storia e tradizioni, pur essendo considerata una regione unica e quindi una realtà amministrativa sola, l’Emilia Romagna racchiude al suo interno due diverse culture, quella Emiliana e quella Romagnola, estremamente differenti tra loro ognuna con una propria individualità fatta di tradizioni e storie diverse. A causa di vicissitudini storiche particolari,
l’Emilia è riuscita a diventare una terra molto ricca mentre la
Romagna ha mantenuto delle origini più semplici e veraci. Una differenza che molti tendono ad accentuare quando si parla di cucina e gastronomia rivendicando una grande differenza sia negli ingredienti che nelle preparazioni. Piccole differenze che, in ogni caso, non impediscono di parlare unitariamente di una cucina così variopinta e saporita come quella
Emiliano – Romagnola.
Ricette e tradizione
A simboleggiare la ricca e opulenta gastronomia del luogo ci pensano sicuramente i primi piatti che sono rappresentati da una moltitudine di paste fresche e ripiene. Le paste fresche sono degnamente rappresentate delle famose
“tagliatelle”, condite come tradizione vuole con del ragù di carne. A pari merito ci sono le
“lasagne”, i
“maltagliati”, i
“tagliolini”, i
“garganelli” ed i
“pisarei”(degli gnocchetti al pangrattato). Tra le paste ripiene ci sono i buonissimi “tortellini”, solitamente serviti in brodo o conditi con la panna o il ragù, i “cappelletti”, gli “anolini”, i “tortelli di zucca” ed i “ravioli di magro”, quasi tutte condite con del ragù o del sugo di carne. Passando ai secondi piatti, la tradizione Emiliana predilige i piatti a base di carne anche se, allo stesso tempo, non ci si sofferma molto. Degni di nota sono sicuramente lo “stracotto” che può essere preparato anche con carne di cavallo o asino, e la “sicula d’caval”, una ricetta a base di carne macinata di cavallo. La
cucina Romagnola, al contrario, preferisce i piatti a base di pesce anche a causa dello stretto legame col mare. Tra i piatti marinari dominano la scena il
“brodetto”, il “pesce in graticola” e tutte le varie “zuppe di pesce”. Molto importante, in tutta la regione, risulta la produzione di prodotti da forno. Iniziamo parlando del buonissimo “pane di Ferrara”, rinomato per la sua forma particolare data da due piccoli filoni attorcigliati al centro. Altro prodotto molto conosciuto e l’
“erbazzone”, una torta salata farcita con cipolla, scalogno, barbabietole lesse, aglio e abbondante Parmigiano Reggiano. Infine, non possiamo dimenticare due dei prodotti di punta della gastronomia Emiliano – Romagnola: la piadina e la tigella che rappresentano un ottimo piatto unico, o un goloso spuntino, e che vengono farcite coi salumi tipici della zona. Tra i prodotti più pregiati della regione è sicuramente da ricordare il buonissimo “aceto balsamico” che viene prodotto in due forme diverse sia a Modena che a Reggio Emilia.
Formaggi e salumi
Che
l’Emilia Romagna sia famosa principalmente per i suoi salumi e formaggi non è un mistero. D’altra parte, nessun altra regione d’Italia può vantare una tanto ampia produzione ed una così folta varietà di prodotti uno più buono dell’altro. Tra i formaggi Emiliano – Romagnoli, il re è assolutamente il
“Parmigiano Reggiano” una prelibatezza esportata ed invidiata da tutto il mondo. Altri prodotti caseari degni di nota sono, poi, il “
Pecorino di Fossa”, fatto di latte di capra e pecora, ed il morbidissimo “squacquerone”, ideale per farcire le piadine. Per quanto riguarda i salumi, invece, c’è innanzitutto da fare un piccola distinzione tra salumi destinati alla cottura e non. Tra quelli destinati alla cottura ce ne sono due che fanno parte oramai della tradizione Natalizia di tutta Italia: lo
“zampone” ed il
“cotechino”, consumati insieme alle lenticchie nella notte di Capodanno. Ancora da cuocere ci sono la “salama da sugo”, il cappello del prete” ed il particolare “Belecot” che va consumato solo dopo averlo bollito. I salumi tradizionali che produce la regione sono davvero tanti e quasi tutti sono delle vere prelibatezze riconosciute dal marchio D.O.P. Ricordiamo la
“mortadella Bologna”, il “
culatello di Zibello”, il “prosciutto crudo di Parma”, la “coppa Piacentina”, il “salame di Felino” e la “spalla di San Secondo”: tutti salumi utilizzati tradizionalmente come accompagnamento allo “gnocco fritto”, altra tipicheria del luogo.
Dolci
Nei dolci l’ Emilia Romagna non vuole essere da meno e per questo sfodera una gran quantità di ricette semplici e gustose. Tra tutti domina il
“Panpepato”, arrivato fino ai giorni nostri direttamente dal Rinascimento insieme alla
“spongata”. Altri dolci tipici sono la “torta di riso”, le “castagnole”, le “frappe”, la “ciambella”, i “bracciatelli” (dolcetti all’anice), i “sabadoni” (dolci ripieni di marmellata e castagne cotte), la “torta di tagliatelle”, le “fave dei morti”, gli “africanetti”e la “panna cotta”.
Vini
Le zone di collina della generosa Emilia Romagna regala una vasta produzione di vini, ottimi come accompagnamento ai piatti regionali e, soprattutto, ai salumi locali. Da ricordare è sicuramente il
“Lambrusco”, un vino frizzantino che si adatta anche al dessert nella versione “amabile”. Tra gli altri citiamo il
“Pignoletto”, la
“Malvasia”, il
“Gutturnio”, il
“Bonarda”, il “Sauvignon” ed il “Bosco Eliceo”. Nella foto il Battistero di Parma:
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