In caso di avvelenamento
La sintomatologia dell’avvelenamento da fungo è purtroppo variabile da fungo a fungo: le sostanze tossiche contenute nei funghi determinano intossicazioni più o meno gravi, con conseguenze a evoluzione benigna oppure mortale, a seconda delle tossine ingerite e contenute nella specie.![]() |
Se dopo un pasto a base di funghi vi fa male la pancia e notate disturbi gastrointestinali, può trattarsi di un avvelenamento più o meno grave ma risolvibile con una lavanda gastrica. Le sindromi da avvelenamento da funghi possono infatti essere di due tipi: |
- A incubazione lunga: i sintomi compaiono dopo un periodo che va dalle 6-8 ore a più giorni; queste hanno spesso un decorso letale per i gravi danni apportati ad organi vitali come il fegato, i reni e l’apparato circolatorio.
La prima cosa da fare è chiamare un medico informandolo dell’ingerimento di funghi velenosi in modo che possa mettersi in contatto con un centro specializzato. Bisogna tenere la persona avvelenata al caldo e non somministrarle alcun alcolico. Reperite i funghi ingeriti (anche attraverso le feci o il vomito se necessario) in modo che gli esperti possano analizzarli in laboratorio e capire con precisione di quale fungo si tratta.
Anche la descrizione del luogo di raccolta del fungo e il suo aspetto sono importanti per risalire alla specie tossica. Esistono poi delle specie di funghi commestibili che però sortiscono effetti piuttosto fastidiosi su soggetti particolarmente sensibili o allergici.
Eccone un paio. Clytocybe nebularis, chiamata anche “nebbione”, “ordinale”, “pevein”, “cimballo grigio”: è un fungo tossico se ingerito crudo, in grandi quantità oppure in pasti consecutivi. Il nebbione provoca disturbi a lungo termine dovuti ad accumulo di sostanze tossiche, anche dopo qualche anno dal primo consumo.
L’Armillariella mellea, chiamata volgarmente chiodino, è un fungo alquanto discolo, specialmente se cresciuto sotto faggi o conifere, in quanto provoca fenomeni di accumulo di sostanze dannose nel nostro organismo e va sempre mangiato previa cottura e mai con troppa continuità.





