Albicocche

Categoria: Frutta
Albicocche
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Valori Nutrizionali & Calorie

  • Albicocche (prunus armeniaca)
  • Albicocche, polpa secca
  • Marmellata di albicocche
  • Succo di albicocca, conservato


L'albicocca è il frutto dell’albero dell’albicocco (Prunus armeniaca), della famiglia delle Rosaceae, genere prunus; è albicocco_prd.jpguna pianta di origine cinese, che raggiunge i 7m di altezza, con fiori bianco-rosati e foglie lisce cuoriformi.
L’albicocca è un piccolo frutto saporito di forma ovale, dalla buccia sottile e vellutata di colore giallo-arancio e polpa morbida, succosa e lievemente acidula di color arancione.
Il suo nocciolo, contiene una sostanza lievemente tossica, per cui si raccomanda di non aprirlo o addirittura mangiarlo.



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L’albicocca era conosciuta e coltivata in Cina sin dal 3.000 avanti Cristo, e fu diffusa in Europa all'inizio dell'era cristiana, dai Romani dopo la conquista dell'Armenia, posto in cui trovò una sistemazione ideale, tanto che i romani, la chiamavano l'albicocca "armeniacum", che significa "mela armena".



■ Coltivazione, varietà e raccolta


albicocche_tante_prd.jpgLe albicocche vengono coltivate principalmente negli Stati Uniti, Italia, Francia, Spagna, Grecia e Turchia.
Esistono diverse  varietà di albicocche, simili di gusto ma che variano nella grandezza e nel colore che può andare da giallo ad arancione scuro, inoltre sono stati prodotti degli ibridi molto apprezzati come la Percocca.
Le varietà più coltivate in Italia sono la Monaco, la Baracca, la Reale di Imola, la Luizet, la Pesca di Nancy, la Precoce Cremonini e la Val Venosta, la Boccuccia.
La raccolta delle albicocche si estende dalla tarda primavera all'estate.


■ Al momento dell'acquisto


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Quando acquistate le albicocche, devono presentarsi morbide al tatto (ma non molli), profumate, ed avere buccia liscia e vellutata, priva di ammaccature o grinze; il loro colore deve risultare intenso ma non verde, (che invece è indice di scarsa maturazione) non deve presentare macchie scure o punti verdi o gialli, che indicano che l'albicocca è ancora acerba. Dovete fare attenzione a non comprare frutti troppo acerbi, albicocche_secche_prd.jpgperchè non arriveranno mai ad avere il sapore del frutto maturo.

Per quanto riguarda l’acquisto di albicocche disidratate, quelle più comuni sono tagliate a metà  e di colore arancione molto vivace, dato dal trattamento fatto con diossido di zolfo.
Chi voglia evitare i coloranti può rivolgersi ai negozi specializzati in cibi naturali o biologici, dove troverà albicocche secche non trattate di colore marrone.


■ Conservazione


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Le albicocche non mature vanno tenute  in un sacchetto di carta a temperatura ambiente fino a maturazione e dopo possono essere conservate in frigorifero, in un sacchetto di plastica dotato di piccoli fori, per un massimo di 5-6 giorni, e vanno lavate solamente prima di essere mangiate.


■ Uso in cucina


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In cucina le albicocche vengono usate per preparare torte, marmellate, creme, gelati, frullati, conserve sciroppate, ma anche per cucinare degli arrosti di carne.
L’industria conserviera le usa per produrre succhi, sciroppi, marmellate, mostarde ecc.





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Le albicocche, sono ricche di fibra solubile ed hanno quindi un indice di sazietà piuttosto elevato; sono perciò indicate negli spuntini o per concludere un pasto poco saziante, inoltre, se consumate ben mature sono di facile digestione. Hanno un buon contenuto di proteine, zuccheri, calcio, potassio, carotene e vitamine A,B, C e PP.

albicocche_fresche_secche_prd.jpgL'albicocca è considerata ricostituente ed energetica, quindi è indicata negli stati di debolezza, anemia, nervosismo, insonnia ed astenia psicofisica, nelle convalescenze, nell'iperuricemia, nei casi in cui è necessario un aumento della riserva alcalina e nel periodo dell'accrescimento; inoltre ha anche proprietà lassative, favorite dalla presenza di uno zucchero chiamato sorbitolo, e sembra che prevenga gli effetti dell’invecchiamento. E’ controindicata per chi soffre di calcoli renali.



■ Curiosità


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Il nome dell’albicocca, deriverebbe dalla parola araba Al-barquq. Gli Arabi, infatti diffusero questo frutto nel bacino del Mediterraneo dopo che Alessandro Magno la scoprì in Armenia e i Romani la introdussero in Italia e Grecia intorno al 70 AC.