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Il dizionario del cibo |
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Amaretto (liquore)
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L'amaretto è un liquore ricavato dalle mandorle e da erbe varie, dal sapore amaro.
Non è un liquore distillato, ma è piuttosto un infuso alcolico, la cui gradazione alcolica si aggira tra il 23-28%. L'amaretto è di colore trasparente, bruno con sfumature rossastre.
Le origini dell'amaretto risalgono al 1500: a Saronno alloggiava Bernardino Luini, a cui era stato commissionata un'opera raffigurante la Madonna e l'Adorazione dei Magi. Fu in un bar che Luini incontrò una donna di tale bellezza che la volle come modella per dipingere la Vergine Maria. La donna fu tanto grata al pittore, che per ringraziarlo gli offrì un infuso di erbe, zucchero, mandorle e brandy: questo elisir sarà quello che poi prenderà il nome di amaretto. Il significato di questo liquore è quindi impregnato di amicizia e sentimenti.
■ Varietà
Una delle peculiarità dell'amaretto è proprio quella di essere fatto con mandorle amare: nonostante ciò alcuni produttori preferiscono sostituirle con noccioli ed oli d'albicocca. Una di queste aziende è il Disaronno Originale, che produce un amaretto dal caratteristico sapore amaro-dolciastro. Sempre con le albicocche, l'amaretto è prodotto da Lazzaroni, la cui industria ebbe addirittura una benedizione dal vescovo di Saronno nel 1718.
L'amaretto è prodotto anche in Messico, dove è chiamato “Amaretto de Sabroso” ed in Germania, dove è prodotto come liquore organico.
■ Uso in cucina
L'amaretto è molto utilizzato per la preparazione di macedonie, dolci, gelati. Si accompagna specialmente con mandorle e cioccolato. L'amaretto può essere aggiunto anche alle carni, generalmente bianche, per insaporirle. Per quanto riguarda le bevande invece, l'amaretto viene aggiunto al caffè per “correggerlo”, alle creme, agli sciroppi o al succo d'arancia.
L'amaretto è ottimo anche se servito puro, sia con che senza ghiaccio.
■ Curiosità
L'amaretto è uno dei liquori più apprezzati, nonché uno dei prodotti italiani più esportati, senza che mai gli sia stato modificato il nome.
Il suo nome, "amaretto", è un diminutivo del termine amaro, quindi non ha nulla a che vedere con l'omonimo biscotto.
Il vetro della bottiglia contenente l'amaretto dovrebbe essere, per tradizione, di puro vetro veneziano.










