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Il dizionario del cibo |
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Banane
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Valori Nutrizionali & Calorie
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La banana è il frutto del banano (Musa acuminata Colla), pianta sempreverde e perenne della famiglia delle Musaceae, originaria dell'Asia e Africa; è una pianta gigantesca (non un albero), che può raggiungere anche i 10 metri d'altezza in natura, mentre le piante coltivate non superano i tre metri.
Il banano possiede un fusto chiamato stipite, costituito da guaine fogliari a forma di lamina e con evidente nervatura centrale che si avvolgono, sovrapponendosi; le foglie sono anche caratterizzate da nervature secondarie parallele che spesso si lacerano in
frange. In cima allo stipite, si apre, a forma di corona, un ciuffo di foglie enormi, lunghe oltre due metri e larghe uno, dal quale, dopo circa due anni, spuntano dei fiori bianco-giallognoli che sbocciano in giugno-luglio, protetti da brattee (foglie avvolgenti) violacee; in seguito appaiono i frutti (capsule verdi), che crescono in gruppi detti “mani”, disposti a grappolo reclinato, detto “casco”.
Il casco può superare il metro di lunghezza, contenere anche più di 200 frutti e pesare oltre 25 chili, e muore dopo aver fruttificato, ma dal rizoma sotterraneo perenne, ne nascono altri.
I Paesi maggiori produttori sono l’India, il Brasile, l’Ecuador e l’Indonesia; i maggiori esportatori, soprattutto verso l’Europa, sono l’Ecuador, la Costa Rica, la Colombia e le Filippine.

La banana è un frutto antichissimo, e si hanno prove della sua esistenza in Nuova Guinea già nel 5000 a.C.; venne menzionata per iscritto per la prima volta nel 600 a. C. in certi testi buddisti.
Grazie agli intensi traffici commerciali, il banano ha raggiunto l’Africa per merito degli arabi e l’America del sud ad opera dei conquistatori spagnoli e portoghesi.
La United Fruit Company, compagnia americana, fondata nel 1899, ebbe il predominio sulla vendita delle banane, iniziando a esportarle dall’America centrale (Guatemala), e vendendo il 75% dei venti milioni di banane che allora si smerciavano negli Stati Uniti e in Europa.
■ Coltivazione, varieta' e raccolta
Il banano è coltivato e fruttifica in tutti i Paesi a clima tropicale: nel Centro America, Africa Tropicale e Filippine; può vivere in climi miti, caldi e umidi e protetto dai venti, con pieno sole o leggera ombra, ed è presente sui mercati tutto l'anno. Le banane che si trovano in vendita tutto l'anno sono d'importazione: vengono sempre raccolte acerbe (nello stadio cosiddetto di ¾ di pieno) nelle zone di produzione e, dopo il trasporto in navi, vengono fatte maturare in magazzini riscaldati mediante etilene, un gas che è prodotto dagli stessi frutti. Dopo il distacco dalla pianta, avvengono numerose trasformazioni grazie alla maturazione: l’amido si converte in zuccheri e la buccia si assottiglia per lasciare posto alla polpa (65-70% del frutto)..
Le varietà più comuni sul mercato italiano sono: la “Gros Michel” a frutto molto grosso, la “Cavendish” nana e gigante, con buccia sottile e meno resistente ai trasporti, la “Poyo”, “Lady’s Finger” , “Lacatan” e “Roja”(varieta rossa) .
Esiste anche una varietà di banana da cuocere chiamata plantano, della specie Musa paradisiaca, che ha dimensioni maggiori, di forma più spigolosa con scarso contenuto di zuccheri e maggior contenuto di amido.
In Italia, da qualche tempo, il banano è coltivato in Sicilia e in Sardegna con buoni risultati; la varietà di banano è quella nana (Musa nana) con frutto piccolo, e molto dolce. Per riuscire nella coltivazione, la temperatura minima invernale non dovrebbe scendere sotto i dieci gradi, pena la perdita delle foglie.
■ Al momento dell'acquisto

Sul mercato potete trovare banane dal colore verde (poco mature), giallo intenso (mature), ed altre ancora gialle con macchioline marroni (molto mature); si possono mangiare tutte e tre, ma sicuramente, più mature saranno e più si avvicineranno ad un frutto zuccherino e saporito.
■ Conservazione
Se acquistate delle banane verdi, dovrete tenerle fuori dal frigorifero per farle maturare, mentre se le acquistate gialle o con le macchioline marroni (quindi già mature), sarebbe meglio conservarle nel frigorifero se non avete intenzione di consumarle subito. Una banana verde-gialla dura fuori dal frigorifero una settimana, mentre in frigorifero qualche giorno in più; quando invece sono chiazzate di marrone, il frutto va consumato velocemente.
■ Uso in cucina

In cucina la banana viene impiegata nella preparazione di dessert, budini, mousse, macedonie e dolci di immediato consumo, visto che la sua polpa è soggetta a rapido deterioramento (annerimento). Il suo utilizzo maggiore è senz’altro al naturale, ma viene anche impiegata nella preparazione di frullati, gelati e sorbetti. Dobbiamo senz’altro menzionare poi, la celebre preparazione della banana flambè, in cui il frutto viene caramellato e flambato.
Le banane contengono circa il 74% di acqua, il 23% di carboidrati, l'1% di proteine, lo 0.5% di grassi, e il 2.6% di fibre alimentari (valori che possono variare a seconda delle diverse qualità, e maturazione).
La banana, essendo povera di cellulosa, può provocare stitichezza, quindi non bisogna eccedere nel suo consumo, inoltre, per il suo buon contenuto di potassio, viene consigliata a chi soffre di crampi ed è impossibilitato a fare sport.
Se la maturazione avviene lentamente, il frutto diventa giallo punteggiato di marrone, e gli amidi contenuti si trasformano interamente in zuccheri: quindi, se la banana è ben matura sarà più facile digerirla.
Per rendere la banana perfettamente digeribile, potete affettarla sottilmente, spruzzarla con poche gocce di limone e spolverarla di zucchero di canna.
■ Curiosita'
Il frutto acerbo della banana nei Paesi tropicali, è usato come verdura e viene cucinato in umido con la carne e il pesce, lessato oppure fritto; dalle banane essiccate si ottiene anche una farina dolciastra che in molti Paesi sostituisce il frumento e viene usata per fare pane e dolci.












