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Cavolfiore
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Si suppone che il cavolfiore sia originario dell’Asia Minore e che successivamente venne introdotto in Italia. Su chi abbia introdotto il cavolfiore in Italia ancora non è molto chiaro. C’è chi sostiene che sia stato importato dai veneziani che, acquistato il cavolfiore nell’isola di Cipro, una volta rientrati a Venezia cominciano a piantarlo. Altre testimonianze dicono,invece, che la sua zona di origine sia la toscana: la riprova sarebbe in un quadro del 1700 in cui Cosimo III, viene raffigurato mentre riceve in dono, per sudditanza e stima, un grosso cavolfiore, proveniente da Arezzo.
Successivamente, il cavolfiore, venne diffuso al Nord e al Centro del continente.
Testimonianze archeologiche dimostrano che il cavolfiore è conosciuto da circa 2.500 anni e che in Egitto veniva coltivato 400 anni prima di Cristo.

■ Coltivazione, Varietà e Raccolta


Il cavolfiore viene coltivato maggiormente in India, Stati Uniti, Cina, Francia e Italia. Le maggiori, produzioni, in Italia, avvengono nelle zone centro-meridionali, Lazio, Marche, Campania e Toscana.
Il cavolfiore è un ortaggio tipico della stagione invernale, infatti in questo periodo la qualità è migliore e il prezzo notevolmente inferiore, anche se oramai lo possiamo trovare tutto l’anno. In commercio si possono trovare:
cavolfiori di prima mano la cui semina viene fatta da metà maggio a metà giugno e la raccolta si effettua nel mese di ottobre;
cavolfiori di seconda mano o natalizi la cui semina avviene tra la metà di maggio e la metà di giugno e la raccolta tra novembre e dicembre;
cavolfiori di terza mano o carnevaleschi la cui semina avviene a metà giugno e la raccolta a febbraio;
cavolfiori di quarta mano o di marzo, che si seminano a giugno e si raccolgono a marzo.
Il cavolfiore ha diverse varietà, in base alla zona di coltivazione, e le più conosciute sono:
- cavolfiore primaticcio toscano; coltivato in Toscana, ha il torso grosso e basso, foglie verde chiaro e belle larghe, la forma e irregolare e il colore bianco-crema;
cavolfiore romanesco di colore verde e a forma di lumaca
- cavolfiore verde di Macerata; la sua caratteristica e il colore verde chiaro;
- cavolfiore precoce di Jesi; coltivato ad Ancona e nelle provincie di Pescara e Teramo,ha il torso è basso e abbastanza grosso, le foglie verde pallido e la “palla” bianca;
- cavolfiore pisano;ha foglie grandi e lisce di colore verde chiaro, rotondo ben compatto e bianco;
- cavolfiore gigante di Napoli; molto diffuso in Campania, ha il torso alto e robusto, foglie grandi colore verde e le cime sono di colore bianco.

■ Al momento dell\'acquisto


Il cavolfiore va acquistato quando si presenta con la testa ben soda e compatta, di un bel colore bianco o violaceo, a seconda della varietà scelta, e con le foglie di un bel colore verde brillante; infatti, se le foglie sono belle fresche automaticamente anche il cavolfiore è fresco.
Evitare di acquistare il cavolfiore quando presenta macchie scure o segni di fioritura.

■ Conservazione


Il cavolfiore si conserva in frigorifero, non lavato, anche per 10 giorni.
Una volta cotto, invece, si può conservare chiuso in un recipiente, possibilmente di vetro, al massimo per 2 giorni.
Da ricordare che il cavolfiore più viene lasciato in frigorifero, e più il suo odore ed il suo sapore si accentuano. Il cavolfiore può essere anche congelato ma prima bisognerà sbollentarlo almeno 2-3 min: al momento dell’uso, però, risulterà acquoso e leggermente “sfatto”.

■ Uso in cucina


Il cavolfiore può essere consumato sia crudo che cotto. Crudo si mangia al naturale, in insalata come antipasto o in pinzimonio. Cotto, sia caldo che freddo, lo si può consumare insieme alle minestre, alla pasta, gratinato al forno con besciamella e parmigiano, nella preparazione di torte salate o più semplicemente condito con olio e limone.
Per risultare più appetitoso la cottura deve essere al dente; se aggiungete qualche fetta di limone durante la cottura eviterete che le cime diventino gialle.

■ Proprietà nutrizionali


Il cavolfiore, mangiato crudo, è una fonte di vitamina C e B6, acido folico e potassio; cotto è ricco di vitamina C e B6, potassio, acido folico e rame.
Tra tutti i componenti della famiglia dei cavoli, il cavolfiore, per la presenza di acido citrico e acido malico, è il più digeribile.
L’acqua usata per la cottura del cavolfiore, essendo ricca di zolfo, può essere usata per curare eczemi e infiammazioni varie.

■ Curiosità


Il cavolfiore durante la cottura emana un odore molto forte; potete ovviare a questo inconveniente aggiungendo un po’ di mollica di pane bagnata con aceto nella padella.

Foto:Dino O. - Fotolia.com