Cren o rafano

Categoria: Erbe aromatiche
Cren o rafano
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Il rafano (Armoracia rusticana) appartiene alla famiglia delle Crocifere (cavolo, senape, rapa e ravanello), può raggiungere 1 metro di altezza e la sua radice spessa dà origine a delle foglie ondulate e dentellate.
La radice del rafano, che è molto carnosa, può essere lunga fino a 50 cm e il suo diametro va dai 2 ai 7 cm, la buccia è brunastra, rugosa e pieghettata, la polpa molto soda, di colore bianco-crema.
Il rafano contiene un olio, simile a quello della senape, che le conferisce il suo caratteristico sapore piccante e acre.


Il rafano è originario dell’Europa Orientale, in Europa si consuma fin dall’Antichità, infatti, nell’Esodo dell’Antico Testamento viene menzionato tra le erbe amare della Pasqua Ebraica.
Il rafano inizialmente era molto popolare in Europa Centrale ed in Germania, ma col passare del  tempo arriva anche in Scandinavia e Inghilterra, mentre in Francia viene chiamato “senape dei Tedeschi”.

 Il rafano in età medioevale veniva usato solo per le sue proprietà curative, successivamente, dalla fine del XVI secolo, comincia a essere introdotto anche nella cucina.


■ Coltivazione, Varietą e Raccolta

Il rafano viene coltivato nell’Europa Orientale, in Asia Minore ed anche in Italia.
Il rafano per crescere necessita di terreni ombrosi e molto freschi, la sua raccolta avviene in autunno, dopo che le piante hanno compiuto almeno due anni.


■ Al momento dell'acquisto

Il rafano va acquistato quando le radici si presentano ben sode, non devono presentare nessuana parte molle o con segni di muffa. 


■ Conservazione

Il rafano fresco lo potete conservare per qualche settimana nel cassetto delle verdure del frigorifero, va avvolto in un foglio di carta assorbente leggermente umido. Quando la radice comincia a diventare molle, o si formano parte molli, queste vanno eliminate con un coltellino ed il rafano consumato immediatamente.
 Il rafano lo potete anche congelare o gratuggiare,  in commercio si trova anche la salsa di rafano che va conservata in frigorifero, tenete però presente che una volta aperta  perde leggermente il sapore. E' possibile trovare anche il rafano sott’aceto che, una volta aperto, si conserva in frigorifero per circa 6 mesi.
La polpa di rafano a contatto con l'aria diventa subito nera, per evitare questo inconveniente, prima di gratuggiarla, potete irrorarla con del succo di limone o aceto, mentre iper tagliarla ricordatevi di utilizzate coltelli di acciaio inossidabile.


■ Uso in cucina

Il rafano viene consumato crudo, in genere si grattugia ma lo potete anche affettare o tagliare a julienne. Tritato si aggiunge alla salsa vinaigrette, alle minestre ed ai panini, mentre la salsa di rafano viene adoperata per accompagnare carne, pesci affumicati e frutti di mare.
Il rafano può essere adoperato per accompagnare verdure quali patate, barbabietole, sedano e legumi in genere.
Le foglie di rafano quando sono ancora molto tenere, quindi in primavera, possono essere unite alle insalate.


Il rafano contiene Vitamina C, vitamina B1, aminoacidi, pectine, zuccheri ed acido ascorbico.
Il rafano è controindicato per le persone che hanno problemi ai reni, acidità di stomaco, ulcera e non va assunto in gravidanza.


■ Curiositą

Le foglie di rafano, tritate finemente e aggiunte nella ciotola del cibo del cane , hanno proprietà vermifughe e ricostituenti.

La radice di rafano, ridotta in pappetta e unita a della grappa, è un ottimo aiuto contro strappi e dolori muscolari .


Alcune Ricette con il Cren o rafano