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Il dizionario del cibo |
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Datteri di mare
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Il dattero di mare (Lithophaga lithophaga) è un mollusco bivalve, dalla forma allungata e sottile, di colore bruno che ricorda, appunto, i datteri. Il suo nome si può letteralmente tradurre con “mangia (phagein) rocce (lithos)”, poiché il dattero di mare ha la capacità di scavare profonde gallerie nelle rocce, grazie agli affilati denti di cui sono dotate le valve.
Questa operazione viene fatta attraverso una particolare perforazione chimica, diversamente dagli altri molluschi che scavano meccanicamente; il dattero di mare è ritenuto un animale pericoloso, proprio perché in questo modo minaccia le barriere coralline in cui spesso vive, i parchi e le riserve marine.
Nel corso del suo sviluppo il dattero di mare non cambia la conchiglia e la crescita di questa si può notare da striature ben evidenti nella sua parte più esterna; le valve sono sottili, poco robuste e sono ricoperte da una membrana protettiva. Alle estremità, le valve sono fosforescenti, mentre l'interno è bianco perla con sfumature azzurrine.
Le sue dimensioni di aggirano tra gli 8-10 cm.
Il dattero di mare è diffuso in tutto il mondo: lo si trova soprattutto nei mari tropicali, nel Mediterraneo e nel Mar Rosso; più raro è invece nell'oceano Atlantico orientale.
Il dattero di mare fu considerato un cibo prelibato e succulento fin dai tempi dei Romani, che gli avevano attribuito un potere afrodisiaco.
■ Allevamento e varietà
È stato calcolato che per preparare un piatto di linguine ai datteri di mare, è necessario distruggere 1 m² di superficie marina.
Per cacciare i datteri, si frantumano infatti interi banchi di scogli: la pesca del dattero marino è stata quindi vietata proprio perché molto invasiva e distruttiva nei confronti dell'ambiente; ne è inoltre vietato il commercio, dal decreto n. 401 del 1998.
A causa dei lunghi tempi di crescita, il dattero marino ha sempre scoraggiato gli allevatori: per raggiungere i 5 cm di lunghezza infatti impiega all'incirca 15-20 anni, ma da qualche tempo è stato messo in atto un progetto di allevamento in Puglia, che si occupa solo di “datteri bianchi”, una varietà caratterizzata della crescita rapida; se questo progetto verrà raffinato ed approvato, sarà presto possibile ritrovare i datteri di mare legalmente in vendita.
■ Uso in cucina
Le sue carni vengono consumate principalmente crude, ma possono essere utilizzate per condire sughi o impiegate per zuppe.
■ Curiosita'
Le denominazioni dialettali più diffuse del dattero sono: Dattero di pietra, Forapietre, A tarla e dint'e' scoglie (Campania), Peverone (Veneto).







