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Categoria: Erbe aromatiche
Dragoncello
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Il dragoncello viene diffuso in Occidente subito dopo le Crociate, mentre in Italia la sua diffusione inizia in Toscana; viene portato da Carlo Magno, intorno al 774, e poi coltivato negli orti dell’Abazia di S. Antimo, nelle vicinanze di Montalcino.

Il suo nome, Artemisia, pare gli sia stato dato in onore di Diana Artemide, alla quale si riconosce la proprietà di ristabilire, in caso di necessità, il flusso mestruale; Dracunculus, invece, che significa “piccolo drago” deriva, dal fatto che il cespuglio ricorda questo animale.

■ Coltivazione, Varietà e Raccolta


Il dragoncello predilige i luoghi soleggiati; oltre al dragoncello russo, che fiorisce da luglio a ottobre, possiamo trovare una varietà francese,  che essendo però sterile, può essere riprodotta solo mediante la divisione dei cespi; questa coltivazione avviene tra marzo e aprile.
La qualità e il  sapore del dragoncello francese,  sono decisamente superiori.

■ Al momento dell\'acquisto


Il dragoncello, se acquistato e consumato fresco, avrà sicuramente un sapore più fine e un\'aroma decisamente più intenso.
 In commercio  potete trovare anche il dragoncello secco; l’uso è sconsigliato, poichè durante il processo di essicazione gran parte del suo aroma viene perso a discapito del sapore, poco intenso.

■ Conservazione


Il dragoncello, una volta seccato, va conservato in contenitori ben chiusi, in luogo fresco e asciutto e lontano dalla luce; non va comunque conservato a lungo, in quanto il suo profumo svanisce molto facilmente e quindi risulterà avere un sapore simile al “fieno”.

Il dragoncello si conserverà più a lungo se verrà tritato e congelato. Un altro metodo per conservare il dragoncello, è quello di impastare le foglie tritate con del burro ammorbidito ( 2 cucchiai per ogni 100 gr di burro); una volta impastato, può essere posto ( per esempio) nei contenitori per il ghiaccio (in modo da avere delle dosi abbastanza uniformi) e conservato in frigorifero, coperto con della carta da forno; oppure lo potete congelare.
Il burro di dragoncello, così realizzato, potrà essere aggiunto alle preparazioni anche a fine cottura, in modo da mantenere il più possibile intatto sia il sapore che il gusto.

■ Uso in cucina


Il dragoncello può essere utilizzato per aromatizzare uova, pesce, frutti di mare, carni; le foglie fresche possono essere unite alle insalate e alle salse.
Il sapore del dragoncello è simile all’anice e al sedano; leggermente amaro e pepato, è indicato per essere usato su alimenti poco saporiti.
Il dragoncello sopporta bene la cottura; anche se unito all\'ultimo momento, manterà intatto il suo sapore, che durante la cottura aumenta; va quindi dosato con cautela.
Il dragoncello è l’ingrediente essenziale per la preparazione della salsa bernese, la salsa tartara e la salsa al dragoncello.

■ Proprietà nutrizionali


Il dragoncello ha proprietà antisettiche, aromatiche, stimolanti, digestive.
I Greci masticavano le foglie di dragoncello per alleviare il mal di denti.

■ Curiosità


Le foglie fresche del dragoncello hanno un sapore pungente, a metà tra il sale e il pepe; paragonabile a un\'esaltatore di sapore, le foglie di dragoncello, possono risultare utili, a coloro che, per problemi di salute, non possono usare il sale.