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Il dizionario del cibo |
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Gin
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Il gin nacque come medicinale per curare la febbre: fu infatti ideato da Francisco Della Boe, medico dell'università di Leyden (in Olanda), verso il 1650.
Dall'Olanda, la produzione di gin si diffuse presto all'Inghilterra, nel 1660, quando Guglielmo d'Orange vietò l'acquisto di prodotti europei. La diffusione di gin era tale che spesso veniva utilizzato per pagare gli operai: la società risentì molto di questo fattore, poiché il tasso dell'alcolismo incrementò notevolmente, specie tra i ranghi sociali più bassi, creando molti disordini all'interno delle città. Come provvedimento, il governò emano il “gin acts”, cioè delle leggi per regolare e limitare il consumo di gin. Tra queste leggi, vi era una tassa di 50 sterline sulla produzione del gin; ma questa iniziativa non ebbe i risultati sperati.
Oltre al ginepro, al gin spesso vengono aggiunti altri aromatizzanti come: l'anice, il coriandolo, il lime, il cardamomo, la scorza d' arancia, i semi di cumino, la corteccia di cassia, la liquirizia, radici di Angelica.
La varietà più diffusa di gin è quella inglese: il gin inglese ha un gusto tipicamente secco; il suo colore è trasparente, molto chiaro.
Le varietà di gin prodotte in Inghilterra sono:
- “London dry gin”, incolore, dal sapore aromatico, secco.
- “Premium”: se la sua gradazione alcolica è particolarmente alta;
- “Old Tom gin”, a cui viene aggiunto dello zucchero per correggerne il gusto; molto popolare in Gran Bretagna nel XVIII secolo;
- “Plymouth gin” è prodotto nell'omonima regione inglese, ha un profumo molto intenso ed un sapore che risalta il gusto del coriandolo, della scorza d'arancia e di limone; le sue origini risalgono al 1793 e fino al 1896 fu il più utilizzato per realizzare i cocktail. Si tratta in realtà di una combinazione dell'Old Tom gin con il London gin.
Vi è poi la varietà di gin olandese, che invece è prodotto in recipienti di terracotta; il suo gusto è più aromatico ed è più corposo di quello inglese. Il gin olandese viene invecchiato per 2-3 anni, quindi il suo colore è più scuro, dorato.
Le varietà più diffuse di gin olandese sono:
- “Jenever gin”, è la varietà più nota, invecchiata in bottiglie di terracotta;
- “Sloe gin”, dal caratteristico colore viola, dovuto all'aggiunta di prugne selvatiche dolcificate.
- “Pink gin”, aromatizzato con l'Angostura;
- ”Orange gin” e il “Lemon gin”, incolori, prodotti con essenze di agrumi.
Il gin viene prodotto anche in Italia, dove si trovano le migliori bacche di ginepro del Mediterraneo.
■ Uso in cucina
In cucina, il gin è impiegato nella preparazione di carni bianche come le scaloppine ed il coniglio, ma per realizzare pietanze a base di carni rosse, come il maiale.
Il gin può anche sostituire la classica vodka nella preparazione delle “Pennette con salmone e vodka” . Nelle ricette dolci invece, il gin è ottimo per accompagnare le fragole, il cioccolato e la menta. Il gin viene raramente consumato puro; è invece spesso la base di molti cocktail, come il gin tonic, il gin lemon, il White Lady, il Bloody Mary e molti altri.
■ Curiositā
Si dice che nei momenti di relax, i generali Inglesi, nel corso delle loro missioni in India, consumavano l'acqua tonica indiana, senza però evitare di correggerla con una buona razione di gin.
Il conte Camillo Negroni un giorno chiese al suo barman di fiducia di aggiungere al suo Americano un po' di gin, creando così uno dei cocktail più venduti al mondo.
Nel '700 nei pub inglesi vennero istallati dei distributori automatici di bevande alcoliche: i passanti depositavano un penny nella bocca del gatto ed il barista serviva loro un “giro” di gin, attraverso un tubicino che raggiungeva direttamente la bocca del cliente.
I Frati Benedettini furono dei rinomati produttori di gin.








