Granceola

Categoria: Pesce di mare
Granceola
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  • Granchio [callinectes sapidus]

La granseola o granceola o grancevola (Maja squinado) è un crostaceo simile al granchio, con il corpo centrale a forma di cuore, lungo 25 cm circa e largo 18 cm.
La parte dorsale della sua corazza è spinosa, di colore bruno o rosso, a seconda del posto in cui vive.
La granseola possiede cinque paia di zampe molto lunghe: quattro paia hanno funzioni locomotive, le anteriori invece sono più sviluppate e servono alla granceola per afferrare le prede o difendersi.
Abita i fondali sabbiosi del Mediterraneo, particolarmente diffusa nell'Adriatico, fino a 100 m di profondità. La si può trovare anche su scogli o mimetizzata tra le alghe.


La granceola viene pescata con reti a strascico, con nasse o tremaglia.
È inoltre allevata: pesci delicati, qual'è la granseola, è consigliabile acquistarli d'allevamento, per ragioni igieniche.


■ Al momento dell'acquisto

È consigliato acquistare la granceola viva, per assicurarsi che sia fresca.
In alternativa, deve avere gli occhi lucidi, le carni sode e non deve presentare macchie più scure. Evitare di acquistare la granceola se questa odora di prodotti chimici, quali ammoniaca.
In commercio la si può trovare anche in scatola o surgelata, sebbene sia meno saporita e prelibata. Ha un prezzo piuttosto elevato, al pari dell'aragosta.


■ Conservazione

La granseola è piuttosto delicata da conservare: se la si acquista viva, è consigliato mantenerla tale fino a quando non la si prepara. Se la si acquista invece fresca o scongelata, sarà opportuno cucinarla il giorno stesso, al massimo entro il giorno seguente.


■ Uso in cucina

Lavare bene la granseola, scottarla in acqua e poi, tenendo ben ferma la parte inferiore, togliere il corazza superiore per prelevare la polpa. Rompere le chele e togliere le carni anche da esse.

La granseola ha le carni molto delicate, quindi viene preparata di solito lessa, oppure può essere utilizzata per fare dei primi, risotti o paste, oppure può anche essere servita come secondo o antipasto. È importante non coprire il suo delicato sapore con condimenti o spezie troppo forti: viene cucinata di solito con del pomodoro e prezzemolo, che ne esaltano il sapore.

Le carni della femmina sono più piene e quindi più prelibate. Il periodo migliore per il consumo della granceola è quello invernale e quello primaverile, poiché è la stagione dell'accoppiamento e quindi la granceola contiene il corallo.


■ Proprietà nutrizionali

Ricca di potassio, fosforo e sodio, la granceola è un alimento ipocalorico, poiché formato per l quasi l'80% d'acqua; è una fonte importante anche di proteine, importanti per il nostro sistema immunitario e per funzioni ormonali.


In Italia la granceola viene chiamata in modi diversi, a seconda del posto: Faolo o Grittun, in Liguria, Granzo o Musciarola in Friuli Venezia Giulia, Margherita in Toscana, Rance'e tartanella o Rancio'e funno in Toscana, Marmottam Pilargiu in Sardegna, Suenne in Puglia, Tarantula o Aranciu panarizzu in Sicilia.
Il termine granceola deriva dall'unione delle parole granzo e zéola, che in veneziano significano rispettivamente granchio e cipolla.


Alcune Ricette con la Granceola