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Categoria: Condimenti
Olio di semi
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Valori Nutrizionali & Calorie

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  • Olio di semi di girasole
  • Olio di semi di mais
  • Olio di semi vari


L\'olio di semi arrivò tardi nel nostro continente, ma era già ampiamente diffuso da secoli in America: in Brasile, già dall\'800 a.C., i popoli peruviani producevano l\'olio spremendo i semi di arachide. Queste piante furono poi importate dagli Spagnoli in Europa: oggi l\'India, la Cina e gli USA sono i maggior produttori mondiali di arachidi.

Invece l\'olio di mais risale al 3000 a.C., ai tempi dei Maya, e fu introdotto in Europa da Cristoforo Colombo. Il suo inserimento nella nostra cucina fu però molto lento; il mais era chiamato granturco, ad indicare le sue origini esotiche.

L\'olio di soia è invece originaria dell\'Asia, dove costituisce la base alimentare da 5000 anni, e fu importato in Europa intorno al 1700.
Gli oli tropicali invece provengono dalla Polinesia, furono scoperti da spagnoli e portoghesi e successivamente esportati e coltivati intorno al \'500.

■ Varieta\'

Ecco le principali varietà di oli di semi:

- Olio di semi di arachide, ottenuto dai semi della pianta dell\'Arachis hypogaea. Adatto a friggere perché ha un livello di fumo alto e mantiene bene le alte temperatura;
-  olio di semi di girasole, estratto dai semi della pianta del girasole (Helianthus annuus); tipico dell\'Europa dell\'Est, si è ora diffusa anche nel resto del vecchio continente. è difficile da conservare: andrebbe, una volta aperto, conservato in frigorifero in confezioni opache. Poco indicato per friggere: vi sono varietà di olio di girasole geneticamente modificate che resistono maggiormente alle alte temperature, che viene utilizzato per friggere (diffuso molto negli USA).
 - olio di semi di soia, estratto dai semi della soia gialla; prodotto in America, ma anche in Italia (..); ricco di acido linoleico.
- olio di semi di mais, è l\'olio di semi che meglio sopporta la frittura: raggiunge il livello di fumo solo intorno ai 170°C.
  - olio di semi vari, ottenuto dalla spremitura di diversi semi (arachide, mais, girasole); la sua qualità è generalmente scarsa.
oli tropicali, ad esempio l\'olio di cocco e quello di palma. Poco diffusi in commercio, vengono molto utilizzati però dalle industrie perché economici e in grado di conservarsi a lungo; vengono molto utilizzati anche per le fritture nei ristoranti al posto degli altri oli vegetali, tutti molto ricchi di grassi monoinsaturi e polinsaturi.
Questi oli tropicali sono ricchissimi in grassi saturi, caratteristica peculiare dei grassi di origine animale, e sono più dannosi per il corpo, poichè aumentano il colesterolo e si accumulano nelle arterie, causando problemi cardiovascolari; 

■ Al momento dell\'acquisto


L\'olio di semi migliore in commercio è quello “naturale”, ottenuto cioè da spremiture a freddo. Esso però è molto costoso, più di un buon olio di oliva extravergine: se l\'olio di semi è ottenuto dalla spremitura a freddo, mantiene intatti vitamine A, B, D ed E, sali minerali, lecitine che vengono invece perse se l\'olio è lavorato chimicamente.

In commercio si possono trovare anche oli particolari, come:

- l\'olio di vinaccioli, molto aromatico, perfetto per condire formaggi freschi;
- l\'olio di noci, dal gusto deciso;
- l\'olio di avocado, usato per condire pesce crudo e granchio;
- l’olio di mandorle, utilizzato come cosmetico o lassativo, ma ottimo anche per condire lattughe o cavoli.

■ Conservazione


Per esere prodotto, l\'olio viene dapprima estratto dai semi, tramite solventi o operazioni meccaniche, successivamente viene sottoposto a un processo di rettificazione; l\'olio di semi può poi essere conservato in confezioni di latta, di vetro (ben sigillate), di cartone plastificato.
Evitate di esporre la confezione dell\'olio di semi sotto i raggi solari: per prevenire questo problema infatti, il suo involucro è spesso scuro, opaco. Alcuni oli di semi sono molto delicati e andrebbero conservati in frigorifero una volta aperti.

■ Uso in cucina


L\'olio di semi è più adatto ad essere consumato crudo, dato che a temperature elevate subisce trasformazioni chimiche che liberano sostanze nocive: la sensazione di leggerezza che dà l\'olio di semi alle fritture è solo apparente, poiché in realtà è molto più difficile da assorbire dal nostro organismo rispetto a una frittura fatta con l\'olio di oliva.
Nonostante ciò, è spesso utilizzato per le fritture, poiché è più economico. L’olio di semi è indicato per condire carni, insalate, pesce lesso, ed è indispensabile per la realizzazione di molte salse, una per tutte, la maionese.

■ Proprieta\' nutrizionali


A differenza dell\'olio di oliva, l\'olio di semi è composto principalmente da acidi polinsaturi.
Gli oli vegetali sono ricchi di nutrienti essenziali, indispensabili per la nostra dieta: contengono infatti molte vitamine, soprattutto l\'olio di girasole che contiene una percentuale elevata di vitamina E; questo nel caso in cui non vengano trattati chimicamente e che non siano raffinati.
L\'olio di semi potrebbe essere sostituito a quello di oliva nelle diete ipocaloriche, poiché l\'olio di semi contiene pochi acidi linoleici, necessari all\'organismo, mentre l\'olio di oliva ne contiene in maggior quantità.

Ogni olio di semi, ha poi caratteristiche particolari, ad esempio:

- l\'olio di girasole è una fonte rilevante di calcio, potassio, di grassi polisaturi e vitamine;
- l\'olio di soia ha contiene oligoelementi, lecitine e vitamine A ed E (un antiossidante naturale, previene malattie cardiovascolari);
- l\'olio di arachide contiene, a differenza degli altri oli di semi, molti grassi acidi monoinsaturi e meno polinsaturi.

L\'olio di semi contiene 900 kcal per 100g di prodotto.