|
Il dizionario del cibo |
| ricerca: | |
Rosmarino
|
Valori Nutrizionali & Calorie
|
Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è un arbusto perenne spontaneo appartenente alla famiglia delle Lambiate e originario di Europa, Asia ed Africa anche se ormai si trova praticamente ovunque.
Il fusto, molto ramificato, può raggiungere un altezza che varia dai 50 cm ai 3 metri ed è ricoperto da piccole foglie aghiformi, lunghe 2 o 3 cm, di colore verde scuro nella parte superiore, liscia, e biancastre in quella inferiore, abbastanza ruvida.
I piccoli fiori del rosmarino possono avere colore azzurro o violetto chiaro a seconda della specie e sbocciano in vari periodi dell’anno a seconda del clima; i frutti invece sono composti da quattro piccoli semi oleosi di colore bruno, racchiusi nel fondo del calice.
Il rosmarino in cucina, è molto apprezzato ed utilizzato per aromatizzare varie pietanze : il fiore viene utilizzato per aromatizzare le insalate, le foglie, fresche o essiccate, vengono aggiunte a molte pietanze come arrosti, intingoli, piatti a base di patate come le torte rustiche. Si usa nei patè di fegato, con l'agnello, il manzo, il coniglio, l'anatra e l'oca; ottimo persino su pane e focacce!
I rametti di rosmarino, inoltre, vengono utilizzati per aromatizzare olio ed aceto con risultati eccellenti; il suo uso rende i cibi non solo più gustosi, ma anche più digeribili!
Sarebbe preferibile usare il rosmarino nelle pietanze fresco, tenendone magari un vasetto sul balcone o nell’orto.
■ Curiosità
Secondo una leggenda i fiori del rosmarino una volta erano bianchi: divennero azzurri quando la Madonna, durante la fuga in Egitto, lasciò cadere il suo mantello su una pianta di rosmarino.
Pare, inoltre, che il rosmarino abbia virtù curative; a sostegno di questa tesi, si racconta che la regina Isabella d'Ungheria, settantenne, rugosa e piena d'acciacchi, ritrovasse la salute e una seconda giovinezza, tanto da essere chiesta in sposa dal re di Polonia, grazie ad un'acqua che prende il suo nome. La ricetta è semplicissima: alcolaturo di rosmarino, lavanda e menta. Peccato che non se ne conoscano le dosi!
Un tempo si bruciavano i suoi ramoscelli nelle stanze degli ammalati per purificare l'aria e, durante le pestilenze, venivano tenuti rami di rosmarino nelle tasche e nei manici dei bastoni, per poterlo annusare in zone malsane.
Napoleone, inoltre, sfruttava il rosmarino per la sua proprietà di stimolare la concentrazione intellettuale, era convinto che il suo profumo lo aiutasse a preparare i piani di manovra degli eserciti. Sembra che usasse una quantità impressionante di bottiglie di acqua di Colonia al Rosmarino, pianta che senza dubbio, gli ricordava la nativa amata Corsica, dove cresce spontanea.
Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa di Persia Leucotoe, che sedotta da Apollo, dovette subire l'ira del padre, che la uccise per la sua debolezza.
Sulla tomba della principessa i raggi del sole penetrarono fino a raggiungere le spoglie della fanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido.
Da questa leggenda deriva l'usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo d'immortalità dell'anima.
















