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Categoria: Pesce di mare
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La tellina (Donax trunculus) è un mollusco bivalve dalla forma triangolare, con le valve tondeggianti, poco convesse, larghe e molto corte. Esse non contengono madreperla e sono di colore bianco con sfumature brune-rossastre; l'interno della conchiglia è invece bianca con ampie macchie violacee.
La parte centrale del bordo esterno della tellina è estremamente dentellata; nella parte anteriore delle sue valve si possono notare striature radiali molto sottili di colore più scuro rispetto al resto della conchiglia.
La tellina possiede un piede lungo ed appuntito, ed un sifone, utile per raggiungere acque libere e filtrare le particelle di cibo; ha una lunghezza media di 2-3 cm.
La tellina vive generalmente in colonie, preferibilmente nei pressi di praterie di posidonia (pianta molto diffusa negli oceani) e in fondali sabbiosi, a circa 10 m di profondità ed è molto diffusa nel Mar Nero, nel Mar Rosso, nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo, specialmente nelle zone tirreniche.
Nell'aspetto, è molto simile al Donax semistriatus, che però ha dimensioni maggiori ed una forma più allungata. Inoltre nella valva superiore il Donax semistriatus possiede, a differenza della tellina, un intreccio di righe circolari che formano un reticolo.



La pesca della tellina è molto intensa: avviene per mezzo di draghe da natante, rastrelli oppure draghe manuali. Il periodo di pesca della tellina è particolarmente sviluppato nella stagione autunnale, sebbene sul mercato sia reperibili nell'arco di tutto l'anno.


■ Al momento dell'acquisto


La tellina deve essere venduta viva, in sacchetti di rete con l'etichetta che ne indichi la provenienza e la data di confezionamento.
Le valve devono essere ben chiuse: se invece sono aperte, crepate o anche solo scheggiate vuol dire che il mollusco all’interno è morto e quindi non sarà possibile consumarle; la freschezza della tellina si può osservare dalle reazioni agli stimoli dell'animale.


■ Conservazione


Come ogni mollusco, la tellina è piuttosto delicata: sarebbe preferibile consumarla il giorno stesso dell'acquisto; se ciò non fosse possibile, si può conservare in frigorifero, avvolta da un panno umido per evitarne la disidratazione e, conseguentemente, la morte. Evitate comunque di conservarla in questo modo per più di un giorno.


■ Uso in cucina


La tellina, come si è detto, vive in fondali sabbiosi, quindi è molto probabile che al suo interno vi siano dei residui di sabbia: per pulirla sarà sufficiente metterla a bagno in acqua, aggiungendo 40 g di sale grosso per ogni litro d'acqua utilizzato.
Attraverso questo processo, la tellina si purgherà,e sarà possibile successivamente sciacquarla con acqua corrente, fregandola energicamente con uno spazzolino. Per aprirla, si può scottare in una padella senza acqua finché le valve non si schiudono, oppure si può aprire manualmente con un coltellino. Le sue carni possono essere consumate sia crude che cotte: la tellina viene servita cruda spruzzata con del limone e prezzemolo, oppure, se cotta, gratinata al forno o cucinata come sugo per la pasta con del pomodoro fresco. Le carni della tellina sono comunque molto delicate; è quindi sconsigliato di utilizzare aromi troppo forti per condirla (come il peperoncino), perché ne coprirebbero l'aroma dolce e delicato.


■ Curiosità


Oltre al suo nome ufficiale, la tellina possiede altri nomi di origine dialettale che sono utilizzati nelle varie regioni d’Italia.Tra i più comuni citiamo: “arsella”, “calcinello”, “ziga”, “tunninola” e “cozzala”.


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