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Trota
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La trota è presente in quasi tutta Italia dove viene pescata nei torrenti e nei laghi, ma esiste anche una varietà di trota che viene pescate nel mare, anche se oramai è in gran parte allevata.
L’87% degli impianti presenti in Italia per l’acquicoltura è esclusivamente riservato all’allevamento delle trote, di cui siamo anche i primi produttori in Europa.

Le varietà di trota che vengono principalmente allevate sono la trota Iridea, originaria del nord America, e la trota salmonata, che non è altro che una normalissima trota, alimentata con gamberetti o crostacei ( anche se spesso si tratta semplicemente di mangimi colorati in modo artificiale) capaci di rendere la carne rosata.
Generalmente vengono commercializzate trote con un peso specifico che va da 200 a 300 grammi.

Tra le specie più comuni di trota troviamo:

-Trota Iridea o trota arcobaleno (Salmo gairdneri), originaria del Nord America, ed introdotta in Europa verso la fine del XIX secolo,ha il corpo di un colore blu-metallico su tutta la lunghezza dei fianchi ed ha una linea orizzontale che varia dal rosa al rosso più o meno intenso (da questo deriva il nome arcobaleno).
Diffusa nel nord America, al giorno d\'oggi è la varietà di trota più allevata.

- Trota Salmonata (Salmo trutta): trota di solo allevamento, il dorso è verde-nero i fianchi blu-argenteo ed ha il corpo ricoperto di piccole macchie: la carne è rosata.

- Trota bruna o europea (Salmo trutta): originaria del Vecchio Continente, vive in modo particolare nelle acque dolci.
Della lunghezza di circa 40 centimetri, il suo peso varia da 1 a 6 Kg: possiede il dorso brunastro, i fianchi argentei, la pancia bianca o crema e la sua carne è rosata.

- Salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis), è la varietà più piccola di trota ed il suo peso va da 250 grammi a un massimo di 1,5 Kg.
Non è più lunga di 31 centimetri ed è di color verde scura o nera con delle linee scure su tutto il corpo. Questa varietà e diffusa principalmente in mare.

- Salmerino cavaliere (Salvelinus alpinus): generalmente di colore blu scuro argenteo sia sul dorso che sui fianchi, ha i fianch seminati di macchie rosa, rosse o crema. Diffusa nei fiumi molto freddi.

- Trota Temolo (Thymallus thymallus): questa varietà di trota appena pescata sprigiona un caratteristico odore di timo.
Il corpo di questa trota è lungo e schiacciato, la pelle è ricoperta di scaglie, leggermente più grosse rispetto a quelle delle altre varietà di trote, il dorso è leggermente arrotondato di colore blu scuro, ed il corpo è ricoperto di macchie a forma di V. Diffusa in Svezia.

■ Al momento dell\'acquisto


Potete trovare la trota fresca o congelata, intera, pulita e a volte anche a tranci.
Generalmente, è possibile sapere se la trota che stiamo acquistando è di allevamento o meno dalla dimensione; se sul banco vediamo delle trote della stessa dimensione, è infatti probabile che queste siano di allevamento.

■ Conservazione


Anche la trota, come tutti i pesci, va mangiata appena acquistata anche se è comunque possibile conservarla in frigorifero un giorno dopo averla pulita e avvolta in carta da forno. La trota può essere anche congelata ma, in questo modo, perde gran parte del suo sapore.

■ Uso in cucina


La trota, in cucina
, si adatta ad essere preparata in svariati modi, anche se è comunque consigliato scegliere preparazioni il più semplice possibile, per evitare di coprirne il sapore molto delicato.
Ottima quindi la trota lessata, condita con olio, limone, sale e pepe, in padella, alla griglia e al forno.
La trota, non “lega” molto con l’olio extra vergine di oliva (a parte una piccola quantità)e per la sua cottura viene usato principalmente il burro.
La trota va pulita come qualsiasi altro pesce, potete però evitare di squamarla.

■ Proprietà nutrizionali


Di facile digestione, la trota, ha carni non molto grasse che sono quindi indicate nelle diete.Contiene inoltre una buona dose di fosforo e potassio.

■ Curiosità


Molto diffuso nel Trentino Alto Adige, l’allevamento delle trote, ha una tradizione secolare alle spalle.
Lo sviluppo e la diffusione della pescicoltura risale al 1873, anche se poi il progetto si è concretizzato solo dopo circa sei anni e più precisamente nel 1879, grazie a don Francesco Canevari, Filippo conte Bossi Fedrigotti e Agostino Zecchini.