Sherry

Categoria: Alcolici
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Lo sherry o jerez è un vino liquoroso prodotto in Spagna, a Jerez de la Frontera e nelle zone limitrofe.
Il suo gusto può variare dal secco al molto dolce, sciropposo.
Il suo colore è invece di solito ambrato e può avere sfumature più chiare o più scure a seconda della varietà.


Il nome sherry deriva dal paese in cui era prodotto, Xerò, successivamente ribattezzata prima dagli Arabi che la chiamarono Sherish, poi dagli Spagnoli, Jerez, ed infine dagli Inglese, Sherry.
Lo sherry pare sia stato introdotto in Spagna dai Fenici, nel corso dell'epoca romana e da lì si diffuse per il suo gusto particolare e pregiato in tutta Europa, già dal XIV secolo.


■ Produzione e varietā

Per produrre lo sherry vengono usate le uve di varietà Moscato, Palomino, Pedro Ximénez e Mollar: dopo la vendemmia, il vino viene appassito tra due stuoie. È questo processo che differenzia lo sherry da un vino qualsiasi. Successivamente c'è un periodo di fermentazione rapida, alla fine della quale verrà aggiunto allo sherry un vino a 78 gradi che bloccherà tutti i processi in atto fino a quel momento. Si potrà poi procedere all'invecchiamento.

Lo sherry si può classificare in diverse varietà:

  • Cream, molto dolce, denso, apprezzato soprattutto dagli Inglesi; a questa varietà vengono aggiunti aromatizzanti come cioccolato, confetture, frutta secca.
  • Oloroso, colore molto scuro, aroma tostato; gradazione alcolica piuttosto alta, tra il 18-20%
  • Fino, dal sapore raffinato e complesso. Ha un gusto secco ed una gradazione alcolica piuttosto alta; una volta aperta la bottiglia, è consigliato consumarla entro un paio di giorni.
  • Manzanilla, che appartiene al gruppo degli sherry fini, ha un gusto secco e molto raffinato.
  • Amontillado, appartiene anch'esso agli sherry fini; il suo aroma richiama le nocciole, dal gusto semi-secco. È di colore molto scuro.
  • Pedro Ximénez, è l'unico sherry prodotto esclusivamente con le uve Pedro Ximénez; è molto sciropposo, ha un gusto dolce e un sapore che ricorda la frutta secca.


■ Al momento dell'acquisto

Quando si acquista lo sherry, è bene controllare sull'etichetta che la zona di provenienza sia la regione di Jerez: con il termine sherry infatti gli americani sono soliti definire i vini bianchi fatti con uve californiane.


■ Conservazione

Una volta aperto, lo sherry si rovina molto rapidamente: chiudendolo nuovamente con il suo tappo di sughero, potrà essere conservato per una settimana, dopo di che inizierà a perdere i suoi aromi delicati. Se lo sherry  resterà aperto per un periodo più lungo, non sarà più possibile berlo, ma potrete utilizzarlo per cucinare.


■ Uso in cucina

Lo sherry viene aggiunto alle uova strapazzate, per ottenere un piatto completamente diverso e molto più raffinato, inoltre è molto utilizzato per cucinare carni rosse o bianche, come il “Pollo al limone”, oppure crostacei.
Lo sherry è anche utilizzato per inzuppare le torte, come il Pan di Spagna:  è perfetto per preparare i dolci, sia  che il suo gusto  risulti dolce, o secco.


Gli Inglesi sono da sempre interessati allo sherry; infatti in molti si sono trasferiti in Andalusia solo per poterlo produrre. Lo stesse interesse lo ebbero anche molti Francesi, Irlandesi e Scozzesi.

William Shakespeare scrisse sullo sherry in Enrico IV (parte 2, atto 4, scena 3), descrivendone la lavorazione e il gusto.


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