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Tequila
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Il tequila è un distillato ottenuto dall'agave azzurra o dall'agave tequilana; è prodotta tipicamente nella zona di Tequila, in Messico.
È trasparente, limpida; l'odore del tequila è molto forte e la sua gradazione alcolica si aggira mediamente intorno al 38%.
Il tequila ha origini lontane nel tempo: gli Aztechi ne facevano largo utilizzo già nel 250-300 a.C. e lo chiamavano Pulque. I primi coloni europei lo avevano ribattezzato invece “vino de mezcal”: furono gli Spagnoli ad introdurre in queste terre l'alambicco, grazie al quale la Pulque poteva essere distillata.
Nella storia più recente invece , dagli anni '30 agli anni '50, il tequila era visto come una bevanda da machi, sia dagli Statunitensi che dai Messicani: divenne così un prodotto “di moda”, consumato solo dalle persone di un certo prestigio sociale. Nel periodo immediatamente successivo, si iniziarono a ridurre le quantità di agave nel tequila, aumentando invece le dosi dello zucchero. Essendo una bevanda per machi però, il tequila era paradossalmente ritenuto più pregiato se il suo sapore era forte e cattivo.
Verso gli anni '80 iniziarono a produrre tequila anche il Giappone ed il Sud Africa, senza che però la loro bevanda fosse riconosciuta come “tequila”. Furono infatti costretti a chiamarla “spirito di agave”.
■ Produzione e varietà
Per essere denominato tequila, il distillato deve possedere almeno il 51% di agave. A questo e all'alcol etilico, possono essere aggiunti lo sciroppo di mais o lo zucchero di canna e, più raramente, il caramello.
Il tequila può essere di quattro varietà distinte:
- bianco, è il tequila giovane, se non viene imbottigliato subito, è conservato in botti d'acciaio;
- riposato, ha un sapore delicato, è invecchiato per almeno tre mesi, fino ad un anno, in botti di legno;
- maturo, invecchiato per almeno un anno;
- molto maturo, se è invecchiato per cinque o sei anni.
■ Uso in cucina
Il tequila può essere servito in due modi: con la “Sangrita”, cioè succo di patate e chili, oppure con limone e sale. Nel secondo caso, bisogna mettere un pizzico di sale sul dorso della mano destra; poi con la stessa mano prendere una fetta di limone con l'indice ed il pollice. Con la sinistra invece si afferra il bicchiere. Una volta fatto questo, si potrà bere il tequila e subito dopo mangiare il sale ed infine mordere il limone.
Il tequila può essere usato anche come base di molti cocktail, come il Tequila sunrise e il Margarita.
■ Curiosità
Tequila è il nome di una valle e delle montagne messicane; il significato del termine tequila, in messicano, è vulcano.
La tradizione azteca fa derivare la nascita dell'agave, e quindi del tequila, a delle vicende divine: il dio Quetzacoatl, vedendo gli uomini sempre afflitti dalla tristezza, decise di mandare la sua innamorata sulla terra, per farne un posto più gaio. La nonna di questa però si adirò molto e quindi Quetzacoatl, per proteggere la sua amata, scese sulla terra e la strinse, trasformandosi con lei in un albero: Quetzacoatl era il cuore di questa pianta, la donna i rami più esterni. La nonna della giovane era sempre più irritata e mandò fulmini e saette su quella pianta, bruciandone i rami. Quetzacoatl allora si liberò e raccolse i legni arsi, che erano ciò che rimaneva della donna, e li seppellì. Fu proprio in quel posto che nacque la prima pianta di agave, come simbolo di amore sconfitto. Fu poi dall'agave che grondò l' “acqua divina” (cioè il tequila) che fece cessare la tristezza degli uomini.









