Il crescente utilizzo delle alghe in ambito culinario è sicuramente da attribuire all’enorme diffusione della cucina asiatica, in particolare giapponese. Anche senza allontanarci troppo dalle nostre tradizioni culinarie, riscoprendo le antiche ricette della nonna, ritroveremo con piacere l’uso di questi alimenti nella preparazione di varie pietanze. Polpette, insalate, frittelle, primi piatti e risotti a base di alghe sono solo alcuni dei possibili utilizzi di questi interessantissimi alimenti. In particolare in Puglia, in Campania e in Sicilia l’uso “tradizionale” delle alghe è ancora ampiamente diffuso. Oltre al gusto, decisamente riconoscibile, le alghe presentano numerosissime proprietà biologiche e interessanti valori nutrizionali, che ne fanno un alimento di assoluto pregio.

Cosa sono e quali sono le alghe commestibili

Molto simili alle verdure, ma biologicamente e sistematicamente diverse da queste, le alghe sono un insieme di organismi uni o pluricellulari tenuti insieme da una specifica trama fibrosa. A seconda dell’habitat in cui crescono e quindi dei pigmenti che sviluppano le alghe si possono dividere in:
- alghe rosse, tipiche delle zone tropicali;
- alghe brune, così dette per la capacità di assorbire i raggi nello spettro del blu;
- alghe verdi, sicuramente le più diffuse.
Tra le alghe commestibili ritroveremo, soprattutto sulle nostre coste, la lattuga di mare, impiegata nella preparazione delle famose zeppoline di mare e di tantissime altre prelibatezze, e gli asparagi di mare, dalla consistenza più legnosa, adatta nella preparazione sia di prodotti da forno che di primi piatti.
Di derivazione asiatica invece saranno l’alga nori, particolarmente ricca in proteine, l’alga wakame, utilizzata soprattutto nella formulazione di zuppe dalle indiscusse attività benefiche, l’alga kombu, impiegata nella preparazione delle zuppe di miso, l’alga arame, la klamath microalga verde-azzurra molto ricca in selenio e la spirulina, alga di acqua dolce.

Proprietà nutrizionali delle alghe

Come precedentemente accennato, oltre alle tipiche caratteristiche organolettiche, le alghe vengono molto apprezzate per le proprietà nutrizionali.
Elementi chiave nelle diete vegane, le alghe apportano:
- buone quantità di proteine, per questo motivo le alghe possono impreziosire minestre e insalate;
- ferro, iodio, rame, selenio, zinco e numerosissimi altri minerali. In quest’ottica estratti secchi di alghe vengono impiegati come veri e propri integratori;
- acidi grassi polinsaturi, della serie omega 3, fondamentali nel proteggere sia il sistema cardiovascolare che quello nervoso;
- fibre solubili e alginati, molto apprezzati sia per l’elevato potere saziante che per gli effetti metabolici e gastro-enterici.
Queste fibre, infatti, da un lato possono ridurre l’assorbimento intestinale di carboidrati e grassi, e dall’altro stimolare la crescita di batteri intestinali buoni, agendo come veri e propri prebiotici;
- vitamine del gruppo B, fondamentali per sostenere le capacità energetiche dell’organismo;
- fitonutrienti e antiossidanti, le cui funzioni protettive non sono state ancora del tutto caratterizzate.

Come usare le alghe in cucina

La versatilità culinaria è una delle prerogative delle alghe.
Con un po' di fantasia potrai esaltare facilmente il gusto di diverse pietanze, impreziosendole con alimenti che a tutti gli effetti rientrano oggi nell’innovativo elenco degli smart food. In alternativa potrai avvalerti di ricette centenarie come la zuppa di miso, per riscoprire tradizioni culinarie e creare un filo diretto tra la famosa dieta di Okinawa e quella mediterranea. Insalate, zuppe, focacce, frittelle, primi piatti gustosi come una carbonara a base di alghe o risotti agli
asparagi di mare, piuttosto che gustosi contorni per secondi piatti, potrebbero essere solo alcuni dei numerosi impieghi delle alghe in cucina.
Lasciati guidare dalla fantasia e non te ne pentirai.

Accorgimenti

Per quanto l’uso delle alghe risulti assolutamente sicuro, ti consigliamo di limitarne l’uso in presenza di patologie tiroidee, gravidanza e allattamento.
La presenza di apprezzabili quantità di iodio nelle alghe marine, sicuramente un punto di forza di questi alimenti, potrebbe nelle suddette condizioni risultare potenzialmente problematico. Infine, l’uso frequente e abbondante di alghe potrebbe determinare l’insorgenza di disturbi intestinali.

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