È sicuramente uno dei regimi dietetici destinati al dimagrimento più utilizzati nell’ultimo periodo. Dal grande appeal commerciale, sostenuta anche dalle fortissime evidenze scientifiche, la dieta chetogenica è una realtà dietetica interessante e meritevole di attenzione. Approfondiremo nei prossimi paragrafi i meccanismi di funzionamento, le scelte alimentari e i potenziali effetti collaterali.

Come funziona la dieta chetogenica

La grande efficacia della dieta chetogenica sta nel cambiamento metabolico che è in grado di indurre. La fortissima restrizione dei carboidrati a favore invece del consumo, decisamente più elevato rispetto a qualsiasi altra dieta, di grassi, induce in pochi giorni un vero e proprio shift metabolico. L’interruttore energetico, classicamente impostato sui carboidrati, passa così sui grassi, utilizzando, in caso di restrizione dietetica, le nostre riserve lipidiche come carburante per l’organismo. Questo cambiamento, metabolicamente definito chetosi, si associa all’aumentata produzione di alcune sostanze note come corpi chetonici (acetone, acido acetico e acido Beta-idrossibutirrico), facilmente dosabili nel sangue o nelle urine.
A questo punto la macchina metabolica utilizzerà i grassi come fonte energetica preferenziale, inducendo così un dimagrimento apprezzabile.
I corpi chetonici, nel frattempo, contribuiranno a modulare la sensazione di appetito, inibendo l’attività di alcune aree cerebrali deputate a controllare l’equilibrio fame/sazietà.

Le regole dietetiche

Trattandosi di un regime dietetico piuttosto estremo è necessaria la supervisione di un professionista della nutrizione. 

In generale, però, in un regime dietetico chetogenico si dovrebbe:
- limitare assolutamente il consumo di carboidrati, generalmente sotto i 50 g giornalieri;
- consumare la corretta quantità di proteine, senza eccedere;
- mantenere alto il consumo di fibre;
- assumere almeno 2 litri di acqua al giorno;
- aumentare il consumo di grassi, preferendo tuttavia quelli migliori derivanti ad esempio da frutta secca, semi oleosi, olio extravergine di oliva, cioccolato fondente, pesce grasso e prodotti caseari.
Di conseguenza è assolutamente vietato il consumo di farine, prodotti da forno, legumi, cereali, dolci, frutta zuccherina, bevande zuccherate, patate, mais e ortaggi ad alto contenuto di carboidrati.
Si potrà invece consumare diversi tipi di verdure e vari prodotti proteici quali carni bianche e rosse (compresi anche i tagli un po' più grassi), salumi, formaggi, uova e soprattutto pesce.

I benefici della dieta chetogenica

La dieta chetogenica destinata a fini dimagranti, pertanto ipocalorica, secondo diversi studi si è dimostrata molto utile nel:
- indurre un calo peso più rapido rispetto ad altri regimi dietetici ipocalorici;
- indurre un calo peso duraturo, se adeguatamente supervisionata da un professionista della nutrizione;
- ridurre la glicemia e migliorare i principali parametri dismetabolici;
- abbassare prontamente il rischio cardiovascolare in soggetti potenzialmente ad alto rischio;
- ridurre la sensazione di appetito, migliorando la riuscita del percorso dimagrante:
- ridurre il gonfiore addominale, grazie al miglior controllo dei processi fermentativi;
- favorire il drenaggio dei liquidi corporei.

Accorgimenti

Purtroppo non tutti potranno ricorrere all’utilizzo di questo rimedio dietetico.
Diabete di tipo 1 o comunque l’assunzione di farmaci ipoglicemizzanti come l’insulina, l’insufficienza renale, le patologie epatiche e il deperimento muscolare, sono controindicazioni assolute all’uso della dieta chetogenica.
Tutti i professionisti consigliano, inoltre, di non prolungare questo tipo di dieta oltre 2 – 4 settimane, e di essere sempre adeguatamente supervisionati.
Inoltre, durante questi periodi dietetici, potrebbero insorgere:
- nausea e vomito, soprattutto nei primi giorni di dieta;
- cefalea ed astenia;
- nervosismo e irascibilità;
- stipsi ostinata;
- disidratazione.
Il professionista potrà pertanto suggerire una serie di integratori utili a ridurre l’incidenza di tali effetti collaterali.